domenica 14 giugno 2020

Corpus Domini. Dal vangelo secondo Giovanni (6,51-59)

In quel tempo, Gesù disse alle folle dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.


Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».


lunedì 8 giugno 2020

Le cocorite, animali molto intelligenti, gradevoli e con carattere

Prima di acquistare un animale domestico, qualunque esso sia, ci si pensa molto perché è un essere vivente ed ha bisogno di cure, attenzioni e affetto.
Ciascuno lo sceglie in base al tempo che può dedicare ed anche al costo economico da dover sostenere per acquistarlo e mantenerlo.

Volendo spendere poco per l'acquisto ed il mantenimento, un ottima scelta è quella del parrocchetto ondulato, conosciuto anche come parrocchetto australiano o più comunemente come “cocorita”. Il nome Melopsittacus, dal greco, significa pappagallo melodioso.

È un pappagallino dal corpo slanciato e la coda lunga; il colore originario è il verde chiaro anche se ci sono più di 30 altri colori, tranne il rosso. Il becco è adunco. Dove ci sono le narici c'è la cera, il cui colore indica se l'animale è un maschio o una femmina: è marrone nelle femmine adulte, bianca o azzurrina nelle femmine giovani, blu carico nei maschi adulti o rosa carico fino ai 4 mesi. La taglia è mediamente di 15-20 cm.


É un animale longevo infatti in cattività può vivere 8-10 anni, in natura 3-4 anni.
Possono essere capaci di imparare le parole.
Per quanto concerne l'alimentazione io do loro una miscela si semini per pappagallini (sempre pronta nel contenitore del cibo), ogni tanto un po' di pane, un po' di lattuga ogni settimana e ovviamente l'acqua sempre disponibile nei contenitori appositi.

Sono degli animali molto intelligenti e il cui livello di addestramento dipende anche dall'età in cui li si prende che raggiunge il livello maggiore se sono appena nati. Comunque, anche se li si prende dopo, con un po' di pazienza si può insegnare loro molte cose: a stare tranquillamente sulla propria spalla, sull'indice, anche se spesso gli si devono tenere le zampe con il pollice per non farlo volare via, quando si abituano a farli uscire dalla gabbia se sono dentro si attaccano alle pareti e si agitano vistosamente o camminano velocemente sul fondo o sul bastoncino a destra e sinistra e questi sono dei segni che inviano per far comprendere che vogliono uscire; quando vedono l'acqua in una bottiglia, in un bicchiere o un rubinetto si affrettano per bere e giocare (si deve fare molta attenzione perché sono incuranti dei pericoli).

Sono animali che, sembra strano, ma hanno caratteri diversi: all'inizio ne ho presa una coppia (è bene che non se ne prenda uno solo perché soffrono la solitudine) lui azzurro, lei verde: lui è molto intelligente e sensibile, lei era molto pigra infatti si muoveva raramente e poi, quando stette male per poi morire lui le stava sempre vicino, le dava l'acqua: dopo che è morta, voleva sempre uscire perché si sentiva solo; una volta stette molto tempo fuori, poi si mise sui contenitori del cibo per farmi capire che voleva mangiare così lo misi di nuovo all'interno della gabbia e una volta finito di nutrirsi mi fece capire che voleva uscire di nuovo.

Dopo la morte dell'altra pappagallina, quella che la sostituì è molto diversa: all'inizio era così nervosa che aveva preso l'abitudine di infilarsi nei piccoli spazi in plastica dove c'è l'appoggio per mangiare e per poco non rischiava di morire. Adesso è un po' più calma anche se è sempre nervosa, si muove in continuazione e rapidamente ed ha un carattere molto aggressivo con lui infatti lo caccia spesso se vuole mangiare, vuole la dondolina sulla quale dorme lui e spesso lo caccia, inseguendolo, da ogni parte della gabbia e lui vuole uscire, disperato, perché si difende ma poi si rassegna e soccombe. In questi casi forse è meglio dividerli, per la pace di chi è sottomesso.

I pappagallini sono animali da compagnia molto allegri, vivaci, attenti che sono molto gradevoli da tenere ed accudire. Quando imparano a stare sulla propria spalla, volano per raggiungerti o si arrampicano al braccio per raggiungere la spalla e li si vede molto sereni (cosa che all'inizio non accade, infatti ricordo che quello che ho ancora oggi, che ha 7 anni e mezzo, e la prima che purtroppo è morta i primi giorni non mangiavano, non si muovevano e stavano vicini per farsi coraggio) è una cosa che riempie di orgoglio e gioia perché è una fiducia conquistata con il tempo.
A volte, guardandoli, ci si accorge che vivono giornate sempre uguali, con la routine quotidiana fatta di gesti e momenti che si susseguono sempre gli stessi, con sempre le stesse piccole cose e sono sereni e felici: (molti esperti dicono che gli animali non provano emozioni e non sono consci dell'affetto che danno o ricevono anche se a volte si scorgono certi atteggiamenti in loro che potrebbero far pensare questo, ma secondo me non è così) agli animali basta poco per essere così, alle persone a volte non basta neanche tutto per esserlo. Una cosa che fa riflettere molto.




domenica 7 giugno 2020

Santissima Trinità. Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-18)



In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».

lunedì 1 giugno 2020

Recensione del film The words, con Bradley Cooper

Ho sempre amato moltissimo i film il cui personaggio protagonista è uno scrittore perché mi piace vedere la vita che vive per quanto concerne il lato professionale: le ispirazioni – molto spesso tratte dalla vita reale o dalla fantasia – il processo creativo, la redazione del libro, i passaggi per ottenere la pubblicazione del manoscritto, cosa che a volte purtroppo non accade.

Il film comincia con uno scrittore affermato, Clayton Hammond, il quale in una lettura pubblica del proprio libro “The words” racconta la storia di cui parla il testo: un aspirante scrittore, Rory Jansen, il cui manoscritto viene ripetutamente rifiutato dagli editori e che deve rivolgersi sempre al padre per ottenere qualche prestito per vivere; questi lo redarguisce dicendogli che dovrebbe trovarsi un lavoro e che non può più vivere concentrandosi solo sul sogno più grande che ha nella vita: essere uno scrittore.

Rory decide così di trovare lavoro in un'agenzia letteraria, con la speranza di incontrare un editore che sia disposto a pubblicare il manoscritto che stava scrivendo ogni notte. Si sposa e durante il viaggio di nozze a Parigi, in un negozio di antiquariato trova una ventiquattrore; la moglie decide di regalargliela, in modo che la possa usare per il lavoro.

Rory propone il proprio manoscritto al suo datore di lavoro: questi gli dice che è bello, ma troppo profondo per essere pubblicato e lui ovviamente rimane deluso da tale asserzione. Mentre sposta i suoi documenti di lavoro nell'altra valigetta, trova un bellissimo manoscritto che racconta la storia di Jack, della moglie e della figlia.
Quello scritto diventa per lui un chiodo fisso. Durante un pranzo va in escandescenze e dice alla moglie che quella non è la propria vita: lui si sente e vuole essere uno scrittore. Desidera solo vivere quel tipo di vita.

La notte seguente si alza, accende il computer portatile e comincia a copiare il manoscritto trovato nella ventiquattrore senza togliere o aggiungere nulla, neanche una virgola. Si ripresenta al proprio capo e lo sottopone al suo giudizio. Immediatamente questi, dopo averlo letto, lo chiama nel suo ufficio, gli dice che si può pubblicare e gli fa firmare il contratto editoriale.


È subito un grandissimo successo e Rory vende moltissime copie con il “suo” primo libro; inoltre riceve premi letterari. Un giorno incontra un anziano signore seduto sulla panchina di un parco che gli racconta la storia di un uomo che ha perduto il proprio manoscritto. Rory cominciò ad avere qualche infausto sentore, ma capì tutto quando quel signore gli raccontò la sua storia: era un soldato americano di 18 anni giunto in Francia, dove incontra una cameriera francese di nome Celia. Il ragazzo voleva di più dalla vita: era molto affascinato dalla letteratura, voleva aprirsi al mondo e non stare sempre nello stesso luogo e vivere una vita ordinaria fatta delle stesse cose: voleva essere uno scrittore. Si innamorò di Celia, i due si sposarono ed ebbero una figlia, che purtroppo morì poco dopo. Celia non riuscì a sopportare e superare quel dolore, così tornò dai propri genitori. Jack per superare quell'immenso dolore cominciò a scrivere il romanzo della sua vita che ovviamente parlava anche di Celia e della loro bambina. Scrisse notte e giorno, ininterrottamente, dimenticandosi, a volte, perfino di mangiare e dormire. Terminò il libro in quattordici giorni. Mise il manoscritto nella ventiquattrore e lo portò a Celia la quale, estremamente commossa, tornò da lui, ma dimenticò la valigetta che conteneva il manoscritto sul treno. Per Jack quel manoscritto che non ritrovò più valeva moltissimo, era la sua vita, conteneva le idee e i sentimenti più grandi che aveva coltivato e provato e così non perdonò Celia per averlo smarrito: i due si lasciarono.

Rory confessa tutto alla moglie: quel libro di successo non lo aveva scritto lui, neanche una parola; lei ci rimase malissimo, ma lo perdonò. Dice la verità anche all'editore e vorrebbe che sul libro comparisse il nome del vero autore, ma l'editore rifiuta questa possibilità perché entrambi perderebbero la loro reputazione: gli suggerisce di andare dal vero scrittore del libro e di dargli una parte dei diritti d'autore.

Rory lo trova nel vivaio in cui lavora e questi rifiuta l'offerta: ormai era andata così. Il suo rammarico più grande era quello di aver perduto Celia a causa di quello scritto, ma anche di aver scelto di non scrivere mai più. Celia si era rifatta una nuova famiglia. Lui invece aveva scelto di vivere del passato e di non costruire più nulla né dal punto di vista dell'amore né da quello artistico e gli disse che “Tutti nella vita facciamo delle scelte, il difficile è conviverci”.
Poco dopo l'anziano signore morì e portò con sé il segreto di essere il vero scrittore di quel libro di successo che aveva toccato il cuore di moltissime persone.

Danielle, una studentessa e scrittrice dilettante, che voleva intervistare e conquistare Hammond sapendo che si stava separando dalla moglie, aveva capito che “The word” era un libro autobiografico e che in realtà Rory era lui stesso. Hammond le confessò che quella storia lo aveva fatto soffrire, ma era andata così ed oramai non poteva fare più nulla. Quando lei gli fece delle avances, lui la respinse perché quello che voleva era stare con la moglie, con la quale aveva condiviso i momenti più belli della vita; l'unica cosa vera ed importante della sua vita era l'amore per lei e quello che lei gli aveva dato, insegnamento che sicuramente aveva ricevuto dal vero autore del libro che lo aveva portato al successo come scrittore.
Il sogno di essere uno scrittore non lo abbandonò mai e riuscì a diventarlo veramente e credo che insieme all'amore per la moglie, furono le uniche verità di tutta la sua vita.

Purtroppo chi come me nutre un grandissimo amore ed un'infinita passione per la scrittura e vorrebbe essere uno scrittore/una scrittrice di successo, sa quanto sia difficile ottenere la pubblicazione del proprio libro.
Sento fortemente che la mia vera vita, la cosa che amo di più fare è scrivere, quello che è importantissimo dal punto di vista umano e lo sarebbe anche da quello economico, ma mai farei quello che ha fatto Rory nel film perché non servirebbe a nulla, né dal punto di vista umano, né dal punto di vista artistico e neanche economico. Non si diventa uno scrittore così: non esiste il processo creativo, l'emozione di esprimere pensieri, idee, esperienze proprie o cose nate grazie alla fantasia, non esiste nulla della vita di una persona che scrive, il successo non appartiene, i soldi non sono meritati.

Anche se non si riesce ad essere scrittori affermatissimi come si vorrebbe, meglio essere scrittori di libri e scritti vari mai pubblicati che falsi scrittori di successo non meritato.
A volte ci si deve accontentare: io scriverò per sempre libri, articoli e scritti vari, proverò a contattare case editrici inviando loro i miei manoscritti, farò leggere i miei scritti in qualche modo, come faccio nel mio blog di articoli, recensioni, passi tratti dalla Bibbia e Pedagogia e in altri modi; sono comunque una persona che scrive veramente e che vive la propria vita scrivendo, che è quello che più mi piace fare.

Anche solo la passione che ci si mette nello scrivere fa diventare ed essere veri scrittori e vere scrittrici che vivono in un modo o nell'altro la vita che amano: la cosa più importante è non mentire mai a se stessi, fare quello che si ama di più e non smettere mai anche se il sogno più grande della propria vita non si realizza al livello che si vorrebbe. Se lo coltiviamo con costanza, si è già realizzato perché fa parte concretamente della nostra vita.
In qualche modo qualcosa di quello che scrivo (articoli di giornale, recensioni, post per il mio blog e tweet su twitter) viene letto da moltissime persone, che ringrazio, perché hanno contribuito e contribuiscono a realizzare il mio sogno più grande in modo più pieno.

domenica 31 maggio 2020

Birthday


Pentecoste. Dagli Atti degli Apostoli (2,1-11)

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.


Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio».


lunedì 25 maggio 2020

Caratteristiche del segno dei Gemelli

“Leggo gli oroscopi ma aspiro all'eterno” è un verso di una canzone di Chiara che ciascuno potrebbe fare proprio perché nonostante si insegua e si speri in una vita senza fine, ci si interessa molto di quello che le stelle dicono: che chi ci crede chi no ma legge lo stesso l'oroscopo giornaliero, mensile e annuale.

Ogni segno zodiacale ha le proprie caratteristiche e non si sa per quale motivo molto spesso leggendole ci si ritrova se non proprio in tutto ma in gran parte nelle caratteristiche del segno a cui si appartiene e che riguardano tutto quello che fa parte della persona: il carattere, le caratteristiche fisiche, le attitudini...

Tutti coloro che nascono dal 22 Maggio al 21 Giugno appartengono al segno zodiacale dei Gemelli e, in maniera concisa, appartengono al segno che rappresenta la giovinezza e l'adolescenza e che con quattro parole possono essere definiti intelligenti, dinamici, divertenti e comunicativi.

Il motto del segno dei Gemelli è “io penso”. I Gemelli sono ribelli, adorano viaggiare, hanno una voglia di conoscenza irrefrenabile, amano la letteratura, l'arte e tutte le materie che sollecitino la fantasia, amano cose a volte opposte, sono affamati di vita, passano velocemente da un interesse all'altro, hanno una spiccata capacità di percepire l'atmosfera circostante.


La duplicità è caratteristica in tutte le cose, c'è una tendenza al trasformismo, un grande amore per le forme di comunicazione; osservano il mondo e tutto da due angolazioni diverse (quasi sempre opposte), hanno moltissimi hobby (la musica, la tecnologia, la lettura, la scrittura...) cercano e trovano il meglio di tutto, molto adatte sono le professioni relative alla comunicazione come il giornalismo e in generale la parola scritta ma anche avvocato penalista, presentatore radio televisivo, addetto alle pubbliche relazioni, imprenditori, segretari, psicoterapeuti, psicoanalisti. I Gemelli hanno un innato bisogno di cambiamenti.
Fisicamente sono in genere sottili.

La loro rapidità nel passare da un interesse all'altro li fa peccare di superficialità ma di ogni cosa vorrebbero sapere tutto e si sforzano di imparare il più possibile di quello che amano. Soffre di nervosismo che a volte riesce a nascondere. Estroso, generoso, sensibile, incapace di portare rancore, curioso e fantasioso. I gemelli più relazionali sono quelli che parlano sempre, che chiedono, che raccontano; quelli più timidi si concentrano sul “capire”: sono quelli che imparano a leggere e scrivere prima del tempo, spesso da soli, che amano i libri, la lettura e sono curiosi un po' di tutto.

A mio avviso leggere l'oroscopo non vuol dire credere che quello che c'è scritto o viene detto accadrà ma considerarlo un consiglio, un modo per vedere come ci si comporterebbe in una data situazione, come si vive la vita. L'oroscopo giornaliero parla di tutto: di affetti, di tempo libero, di lavoro e mi piace leggerlo solo per vedere se in esso mi rispecchio caratterialmente e devo dire che molto spesso è così.

Ho letto un intero libro dedicato al segno zodiacale dei Gemelli e mi ritrovo molto in tutte le caratteristiche del segno. La cose che certamente mi piacciono di più sono: la grandissima voglia di vivere, l'amore per le cose belle, la capacità di vedere e vivere cose spesso opposte tra loro, la passione per le parole lette e scritte, per l'arte, l'infinita fantasia, la dinamicità. La cosa che invece mi piace di meno è il fatto che qualsiasi Gemelli vorrebbe sapere e fare tutto alla perfezione, in modo particolare per ciò che ama, ma purtroppo questo è impossibile e così ci si deve accontentare di sapere e fare tutto nel migliore dei modi.
Leggendo del proprio segno zodiacale si apprendono sempre cose nuove: ad esempio non conoscevo la distinzione tra i Gemelli più relazionali e quelli più timidi e devo dire che mi ritrovo più nella seconda tipologia di persone. Comunque adoro il mio segno zodiacale e, se fosse possibile, non lo cambierei con nessun altro e, sempre se fosse consentito, non ne sceglierei uno diverso e credo che l'amare, lo scegliere, il non voler cambiare tutto quello che di piccolo o grande fa parte della nostra vita sia la cosa più bella ed importante per essere sereni e felici sempre.