sabato 5 gennaio 2019

Il primo messaggio da Medjugorje del 2019


Risultati immagini per medjugorje se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia



Tra i tanti segni che Dio dà per far sentire la Sua vicinanza e quella di Gesù e Maria ci sono i messaggi di Medjugorje nei quali la Madonna invita sempre a pregare, a convertirsi, a vivere una vita piena di significato grazie alla fede, alla speranza e alla carità. Ogni Suo messaggio è sempre attuale, pieno d'amore, di verità, di consigli, di parole che arrivano al cuore e fanno commuovere. Sono messaggi da ascoltare e da seguire per vivere una vita migliore. Dal 1981 sono tanti i messaggi che Maria ci ha inviato: questo è quello che ha detto nel messaggio del 2 gennaio 2019, il primo di questo nuovo anno: un periodo in cui si fanno buoni propositi da attuare per un nuovo inizio nella vita di ciascuno.
"Cari figli, purtroppo in mezzo a voi, figli miei, c’è tanta lotta, odio, propri interessi ed egoismo. Figli miei, così facilmente dimenticate mio Figlio, le Sue parole ed il Suo amore. La fede si spegne in molte anime ed il cuore è preso dalle cose materiali del mondo. Però il mio cuore materno sa che in mezzo a voi ci sono coloro che credono ed amano, coloro che cercano di avvicinarsi sempre più a mio Figlio, che Lo cercano instancabilmente ed in questo modo, cercano anche me. Questi sono gli umili ed i miti i quali, con il dolore e la sofferenza che portano nel silenzio, con la loro speranza e sopratutto col la loro fede, sono gli apostoli del mio amore. Figli miei, apostoli del mio amore, vi insegno che mio Figlio non cerca preghiere incessanti ma anche le opere ed i sentimenti. Pregate che nella preghiera crescete nella fede e crescete nell’amore. Amatevi gli uni e gli altri: questo è ciò che Lui chiede, questa è la via per la vita eterna. Figli miei, non dimenticate che mio Figlio ha portato la luce a questo mondo. L’ha portata a coloro che hanno voluto vederla e riceverla. Questi siate voi, perché questa è la luce della verità, della pace e dell’amore. Io vi guido maternamente ad adorare mio Figlio, ad amarLo come me. Che i vostri pensieri, parole ed opere siano rivolte a mio Figlio, che siano in Suo nome: solo allora il mio cuore sarà colmo. Vi ringrazio. "

Libro: "Tutti i messaggi di Medjugorje. 30 anni con la Regina della pace" a cura di Diego Manetti


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lunedì 9 aprile 2018

Preghiera al Sacro Cuore di Gesù (del Beato Pio IX)


Cuore Santissimo di Gesù! Pieno di amore e fonte di tutte le grazie, benedici, e la tua benedizione ci infonda conforto nelle avversità, fermezza nei propositi, e ci accompagni fino all'ultimo giorno della nostra vita. Amen. Beato Pio IX. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te!

Libro: "La preghiera al sacro cuore di Gesù". A cura di F. Bersini


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domenica 18 febbraio 2018

Edith Stein, Santa Teresa Benedetta della Croce (Patrona d'Europa): “La mia unica professione sarà d'ora in poi l'amore”.




Le storie di persone che diventano sante colpiscono sempre perché ciascuna di esse ha qualcosa di unico, perché unico è il percorso di ciascun essere vivente. La vita di Edith Stein è molto particolare perché da credente divenne atea: non riusciva a trovare le risposte che cercava su Dio, sul male del mondo e sul destino dell'uomo dopo la morte e inoltre il suo sogno più grande era quello di essere un'insegnante, ma Dio aveva preparato qualcosa di più grande per la sua vita: la santità.

Edith Stein nacque a Breslavia, in Germania, il 12 ottobre 1891, era ebrea e negli anni della giovinezza, pur appartenendo ad una famiglia molto religiosa, divenne atea. Studiò storia e filosofia, fu una grande femminista e, dopo aver frequentato un corso di infermiera, offrì il proprio aiuto in un ospedale militare austriaco. Attraversò un periodo molto duro e per breve tempo interruppe gli studi. In seguito si laureò con lode, si avvicinò nuovamente alla religione e la sua conversione si concluse nel 1922 con il battesimo. Scriveva, traduceva ed insegnava ed il suo sogno era quello di ottenere la possibilità di insegnare filosofia, cosa che sempre le fu negata perché era donna ed ebrea: cominciò a desiderare di diventare una suora carmelitana. Entrò nel Carmelo di Colonia col nome di Teresa Benedetta della Croce dicendo: “La mia unica professione sarà d'ora in poi l'amore”. Portò la stella gialla, segno distintivo degli ebrei e si rifugiò in Olanda ma il 2 agosto 1942 arrivò la Gestapo; fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz ed uccisa il 9 agosto nelle camere a gas, infausto destino che condivise con tantissime altre persone, “colpevoli” di appartenere al popolo eletto da Dio ed essere ebrei come Gesù.

Nel libro del profeta Abacuc Dio risponde sul male del mondo e sul destino dell'uomo: “Fino a quando Signore, implorerò aiuto e non ascolti, a te alzerò il grido: “Violenza!” e non salvi? Perché mi fai vedere l'iniquità e resti spettatore dell'oppressione? Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese.”

Il Signore rispose e mi disse: “Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette, perché la si legga speditamente. È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà. Ecco soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede”. Parola di Dio.

Sicuramente Santa Teresa Benedetta della Croce, da persona molto colta, conosceva questo testo contenuto nell'Antico Testamento della Bibbia, ma quando si vede il male presente nel mondo, in ogni parte e luogo, grandi ingiustizie che sembra debbano restare impunite o lo sono in questa vita è difficile credere nel bene che vince, ma è questa la vera fede: credere anche e soprattutto quando non si vede un segno: questo ha fatto Edith Stein. Ha trovato la risposta nell'affidarsi a Dio, anche nel momento in cui sapeva che stava per essere uccisa senza nessuna colpa. Inoltre la vita perfetta che sognava era quella di insegnante, ma Dio le ha fatto capire che la sua vera professione era quella dell'amore, amore che l'ha portata alla santità.

Moltissime sono le strade che si possono seguire nella vita, ma solo Dio sa qual è quella giusta per noi ed anche se a volte non è quella che pensavamo fosse perfetta da sempre, quella che Dio ci fa intraprendere è sicuramente una strada migliore dell'altra. C'è una cosa che Dio chiede a tutti, è la più importante ed Edith Stein lo aveva capito: amare. Amare porta a vivere una vita migliore sulla terra, alla santità, alla vita senza fine qualsiasi sia la nostra professione, il nostro credo e a prescindere da qualsiasi altra cosa perché “L'ultimo giudizio sarà sull'amore”. Tutti, alla fine di questa vita saremo giudicati sull'amore: l'amore per Dio e per il prossimo.
 
 





domenica 29 gennaio 2017

Santa Teresa d'Avila, patrona degli scrittori.

I Santi sono nostri protettori ed intercessori presso Dio, Gesù e la Madonna e ciascuno di essi ha delle peculiarità che li distinguono dagli altri, proprio come avviene tra le persone comuni.

Santa Teresa d'Avila, Dottore della Chiesa per le sue grandi conoscenze in campo teologico, è patrona di Spagna, di malati, orfani, delle persone pietose e degli scrittori. La Chiesa la ricorda il 15 ottobre: nacque il 28 marzo 1515 e morì il 15 ottobre 1582. Teresa Sanchez de Cepeda Avila y Ahumada, conosciuta come Teresa di Gesù, è stata una religiosa e mistica spagnola, grande scrittrice e riformatrice degli ordini religiosi. Fondò l'ordine religioso di monache e frati Carmelitani Scalzi. A 20 anni entrò nel Carmelo di Avila e a quaranta decise di aumentare la severità dell'ordine togliendo le comodità ed aumentando il tempo da dedicare alle fatiche ed alla preghiera.

Nonostante le continue malattie che la affliggevano viaggiò moltissimo nei conventi spagnoli per portare la propria riforma e diceva sempre: “Teresa è una povera donna, ma con la grazia di Dio è una forza”. Instancabile ed attiva, scrisse libri di profonda sapienza che raccontano anche il suo viaggio spirituale: “Il cammino della perfezione” e “Il castello interiore”.

È veramente una cosa bellissima sapere che chi come me scrive per passione o per professione abbia una Santa protettrice perché è importante che gli scrittori siano guidati ad usare le parole giuste, a comunicare pensieri positivi e buoni. Inoltre per chi sa quanto sia difficile vedere pubblicati i propri scritti quando si è degli scrittori esordienti è fondamentale avere qualcuno in Cielo da pregare affinché i sogni di far arrivare i propri libri il più lontano possibile e farli viaggiare per il mondo parlando al cuore di moltissime persone si avverino.

Sicuramente Santa Teresa d'Avila, che è stata una grandissima scrittrice, conoscendo in prima persona la passione per la scrittura come vocazione, esaudirà questi desideri, prima o poi e in un modo o nell'altro donando una felicità infinita a chi, come me, ama moltissimo scrivere ed avere dei lettori che apprezzino i propri scritti.

Il sogno di Papa Francesco

Da quando è stato eletto sul soglio pontificio, il 13 marzo 2013, Jorge Mario Bergoglio ha voluto costantemente esprimere il suo desiderio di semplicità e umiltà ed ha cominciato sin dalla scelta del suo nome da Papa: Francesco.

San Francesco viveva alla lettera il Vangelo in tutto, in modo particolare per quanto concerne l'attenzione verso i poveri e il vivere Lui stesso in povertà. Papa Francesco, in tutti i suoi gesti è coerente alle proprie parole: chiede a chiunque appartenga al clero, ma è ovviamente un invito rivolto a tutti coloro che si professano cristiani e alle persone di qualsiasi religione, di non essere attaccati al denaro e al potere ma di vivere in semplicità e servire i poveri, gli abbandonati, gli ultimi, tutte cose che lui ha fatto per tutta la vita.

Papa Francesco ha conosciuto Gesù attraverso il Vangelo e Lo ascolta, Gli crede e agisce come Lui. Il grande sogno di Papa Francesco è quello di vedere tutte le persone del mondo stare bene, alle quali non manchi il giusto per la dignità umana e che a trionfare fossero il bene, l'amore e la sconfitta definitiva del male.

Il grande sogno di Papa Francesco è quello di cambiare il mondo, lo stesso sogno di Gesù ed in prima persona dà l'esempio con le parole e con i fatti. “Un cristiano non può parlare di povertà e vivere come un faraone”; “Voglio che la Chiesa abbia il volto di una madre che consola”; “I recenti fatti vi hanno sicuramente turbato – riferendosi alla divulgazione di materiale riservato della Santa Sede – ma non fermeranno il mio processo di riforma”: sono tutte frasi proferite in questi giorni da Papa Francesco, risoluto nel cambiare anche e soprattutto all'interno del clero quello che non è conforme al Vangelo ed alla giustizia sociale.

Viviamo in un tempo in cui le esigenze di denaro aumentano sempre di più perché non ci si accontenta mai e sembra che anche per respirare si dovrebbe avere bisogno di soldi da spendere per essere più felici ma si può ridurre il fabbisogno di denaro “studiando” il modo per avere tutto con meno soldi o senza soldi e anteponendo la beneficenza agli sprechi di ogni giorno. Un esempio di ciò, ce lo ha dato Papa Francesco: molte persone si sono accalcate davanti ad un negozio di ottica a Roma perché il Pontefice vi si è recato per rifarsi gli occhiali; anche con questo gesto ordinario ci ha dato una grandissima lezione: ha voluto cambiare solo le lenti, perché evidentemente non andavano più bene e non la montatura; ha avuto quello che gli serviva per stare bene; cambiare il resto non gli avrebbe arrecato nessun beneficio. Sicuramente i soldi risparmiati li ha dati a chi non ha neanche il cibo e questo gli ha dato una felicità infinitamente maggiore di quella che avrebbe avuto se avesse cambiato la montatura degli occhiali. Con questo gesto ci ha insegnato che privarci di cose che non hanno nessun valore non fa stare male, non è un sacrificio, ma un'occasione per non essere avidi di cose che non ci rendono più felici ma ricchi di cose morte.

 Il bene e le cose veramente utili danno felicità e rendono ricchi di cose vive. È più facile essere felici ed avere tutto con poco, con pochi soldi e coltivando le cose dell'anima che con molto, tanti soldi e dimenticando di fare quello che ha un valore che non passa mai.

Libro: "La saggezza del tempo. In dialogo con papa Francesco sulle grandi questioni della vita" di Francesco (Jorge Mario Bergoglio). A cura di A. Spadaro

lunedì 29 giugno 2015

Non siamo soli

A volte nella vita ci si può sentire soli ed abbandonati, in modo particolare quando qualsiasi cosa della propria esistenza non va per il verso giusto e non è colpa propria. È una situazione che arreca molta tristezza, ma nel libro più letto ed importante del mondo e cioè la Bibbia, sono tante le parole di consolazione, che guidano verso la giusta via, che sostengono nelle difficoltà e che non fanno sentire soli. I salmi, sono 150, sono contenuti nell'Antico Testamento e costituiscono il Salterio: sono preghiere di supplica, lode o ringraziamento a Dio, che possono essere accompagnati da strumenti musicali a corda. Bellissimo è il salmo 138 di cui riporto un estratto: “Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo. Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo. Ti sono note tutte le mie vie. Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere. Tu mi conosci fino in fondo. Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra”. Questo salmo insegna che ciascuno di noi è importante per Dio perché è Lui che ci ha creati ed è sempre con noi. A Lui non si può nascondere nulla. Quando ci sentiamo abbandonati da tutti e pensiamo di essere soli al mondo, dobbiamo pensare che Dio ha voluto che nascessimo, che siamo costantemente nei suoi pensieri, che è sempre accanto a noi e che vuole condurci, se ascoltiamo e mettiamo in pratica la sua Parola, in un mondo meraviglioso dove non esistono la solitudine, la tristezza, il dolore, la sofferenza. Un mondo che, nel nostro piccolo, possiamo costruire anche sulla terra, oggi, se guardiamo tutto alla luce della sua Parola e agiamo coerentemente ad essa. Solo così le cose negative si affrontano e si superano meglio. Solo così la nostra vita, qualunque essa sia, avrà un senso profondo. Link del mio libro “Amore per la vita”(da copiare nella barra degli indirizzi e premere invio per visualizzare la pagina): http://www.lulu.com/shop/elle-bi-31-05/amore-per-la-vita/ebook/product-22243207.html

sabato 20 giugno 2015

Poesia di Madre Teresa di Calcutta

Il 4 settembre 2016 Madre Teresa di Calcutta sarà proclamata Santa. Ha speso tutta la sua vita per accudire gli ammalati e i poveri. Oltre a fare del bene con le opere, la Beata Madre Teresa ha lasciato moltissimi scritti dal valore immenso. Uno di questi è una poesia che si intitola "Trova il tempo".

A volte sembra che il tempo ci manchi, ma lo si deve sempre trovare per fare le cose importanti, le cose che rimangono, che hanno un valore immenso e che non si possono trascurare. Madre Teresa di Calcutta le elenca in questa poesia: Trova il tempo Trova il tempo di pensare Trova il tempo di pregare Trova il tempo di ridere È la fonte del potere È il più grande potere sulla Terra È la musica dell'anima. Trova il tempo per giocare Trova il tempo per amare ed essere amato Trova il tempo di dare È il segreto dell'eterna giovinezza È il privilegio dato da Dio La giornata è troppo corta per essere egoisti. Trova il tempo di leggere Trova il tempo di essere amico Trova il tempo di lavorare È la fonte della saggezza È la strada della felicità È il prezzo del successo. Trova il tempo di fare la carità È la chiave del Paradiso.

Sono tutte azioni fondamentali per le quali il tempo deve essere trovato perché lasciano a noi e agli altri, qualcosa di grande, di infinito che regala felicità, tralasciando di fare tutte le cose che sono infinitamente meno importanti e che non danno il senso profondo alla nostra vita.

Libro: "Le preghiere di Madre Teresa. Meditazioni e pensieri di una santa" di Teresa di Calcutta (Santa). A cura di A. Stern