mercoledì 27 novembre 2019

La felicità si trova nel Dna e dipende da un gene


Da sempre la ricerca scientifica si occupa di studiare tutto quello che concerne la vita ed ovviamente non viene sottratta come materia oggetto di studio neanche la felicità, aspetto fondamentale dell'esistenza e condizione agognata da tutti. L'ultima scoperta scientifica che riguarda la felicità è molto interessante: la felicità si trova nel Dna e dipende da un gene.
 
 


Gli scienziati inglesi della London School of Economic and Political Scienze di Londra hanno effettuato uno studio che è stato pubblicato sul Journal of Human Genetics secondo il quale il gene 5-HHT influisce sullo stato d'animo degli esseri umani. Il gene 5-HTT regola i livelli di serotonina, dalla quale dipende l'umore di una persona.

Lo studio è stato effettuato su 2.500 persone e il 69% delle persone che si sono dichiarate felici (35% contenti e 34% molto soddisfatti della propria vita), possedevano una versione doppia del gene 5-HTT, perché ereditata da entrambi i genitori; per chi invece non aveva nessuna copia del gene, la percentuale dei felici arrivava appena alla metà.

È sempre difficile dimostrare la veridicità di uno studio scientifico in modo assoluto, ma è certo che ci sono persone che senza motivi particolari o importanti e magari nelle stesse situazioni di altri che sono infelici, riescono ad essere felici e questa constatazione potrebbe far sorgere una discussione molto lunga, forse senza fine.

Personalmente credo che la predisposizione alla felicità sia veramente dovuta al Dna, in modo particolare per quello che riguarda le cose che danno la felicità: c'è chi è felice con poco, chi anche con molto non è felice, chi è felice sempre, chi non lo è mai. Penso però che anche le persone, l'ambiente, le situazioni che si vivono da piccoli condizionino molto la capacità di essere felici: se si cresce vicino a qualcuno che ha negatività da vendere, in un ambiente per nulla sereno e in situazioni tristi e difficili, anche se si possedesse una doppia copia del “gene della felicità” sarebbe impossibile essere felici; a volte per questi motivi l'infelicità cresce sempre più fino a toccare il parossismo.

Per fortuna, quando si diventa grandi, c'è la possibilità di estraniarsi con tutte le proprie forze e la propria volontà, anche se a volte non è per nulla facile, da tutto quello che continuamente fa soffrire e far scivolare via tutto ciò che di negativo si ha intorno, senza fossilizzarsi su di esso e permettere a noi stessi di essere felici sempre, focalizzando la nostra attenzione solo sugli aspetti positivi e scegliendo autonomamente nelle piccole e grandi cose quello che ci dà gioia nella quotidianità e nella vita.
Credo che ancor di più della scienza la religione possa dare una risposta sulla felicità, grazie alla frase da poco proferita da Papa Francesco: “La vera felicità è quella di chi sceglie il bene”. Parole sagge che spiegano molto bene che c'è una falsa felicità, quella effimera, che passa e che è sempre data da cose che provengono dal male e che poi danno tanta infelicità perché la vita rimane povera delle cose che contano veramente dettate dal bene, le uniche che possono dare una felicità che nasce dal cuore e che dura sempre.


martedì 26 novembre 2019

Recensione del Cd Dove c'è musica di Eros Ramazzotti


La musica fa da colonna sonora alla propria vita, ricordando momenti, anni, età che mai più si vivranno o ritorneranno uguali e forse anche a questo è dovuto l'immenso ed infinito successo che questa parte dell'arte riscuote in ogni luogo del mondo.

A volte rimangono nel cuore canzoni ascoltate in tv o alla radio oppure singole canzoni di un cd, altre invece a rimanere per sempre è un intero cd perché si amano tutte le canzoni in esso contenute. È proprio questo il caso di un disco di Eros Ramazzotti uscito nel 1996 e che si intitola: “Dove c'è musica”:
 

 


Nella prima canzone, che dà il titolo all'intero lavoro discografico, Eros Ramazzotti mette nei versi il suo grandissimo amore per la musica, che molto lo ha aiutato da ragazzo e nella vita: “Dove c'è musica c'è ancora fantasia...Nell'anima, fino in fondo all'anima dove c'è musica io ci sarò” è la sua dichiarazione di fedeltà per la vita alla sua passione più grande che ha fatto diventare un lavoro.

In “Stella gemella” si rivolge all'amore più grande, all'anima gemella che non ha ancora trovato e che si chiede dove sia e molto significativa è questa frase: “Non è servito aver pagato i conti se poi resta questa mia maniera d'essere ancora fragile”.
La fragilità fa soffrire tanto anche se molte cose della vita si mettono a posto perché è una parte del carattere che rende ipersensibili a tutto.

“Più bella cosa” è la canzone che ha dedicato all'allora compagna Michelle Hunzicker per esprimere il suo grandissimo e sconfinato amore nei suoi confronti “Più bella cosa non c'è, più bella cosa di te unica come sei immensa quando vuoi, grazie di esistere” frase che sicuramente sarebbe potuta bastare per fare in modo che non si lasciassero mai, anche se la vita reale racchiude problemi ed a volte incomprensioni ma che si possono superare se c'è un amore come quello contenuto in quei versi da parte di entrambi e non solo da una.

“L'Aurora” è la canzone dedicata alla figlia che stava per nascere, la prima del cantautore, Aurora nata il 5 dicembre 1996, che tanta luce avrebbe portato nella sua vita “Sarà, sarà L'Aurora per me sarà così, come uscire fuori, come respirare un'aria nuova sempre di più...Quello che c'è in fondo al cuore non muore mai” racconta la grandissima emozione per quell'evento che cambia la vita, che la rende migliore e che nasce dal cuore, che contiene tutti i sentimenti più belli.

“In Lettera al futuro” racconta la storia di un principe rinchiusosi nel suo castello con degli amici per scampare ad una malattia o più precisamente all'ingiusta umanità ma che alla fine riuscì ad entrare ed è una lettera indirizzata a chi nascerà, che spera trovi un mondo migliore, dove gli errori del passato non si ripetano più perché se esisteranno ancora, difficilmente non si soffrirà.

Nonostante mi piacciano tutte le canzoni del cd sia per quanto concerne i testi, i significati, la musica e la melodia, “Io amerò” è la mia canzone preferita perché parla del fatto che si immagina di avere un giorno, quando la vita finirà, un posto infinito tutto proprio ma fino a quel momento vivere in questo modo: “Perché sentirmi vivere è quello che farò. Io vivrò ogni attimo e ogni volta lo farò a modo mio, ci sarò fino all'ultimo fino a quando ne sarò capace io e di certo c'è una cosa che farò io amerò...”.
Questi versi contengono il modo migliore per vivere e che, chi ama immensamente la vita e comprende il valore del dare amore, può fare proprie, condividendo appieno quello che è il modo più giusto e valoroso di affrontare gli attimi, i giorni e la vita.

“Questo immenso show” parla del fatto che lo spettacolo (che in realtà è forse è anche la vita) è un po' truccato, falso, che si fa di tutto per mantenerlo sempre in auge conducendo una vita un po' matta.
“Quasi amore” parla di una relazione tra due persone che non vogliono legarsi troppo perché l'amore ha fatto soffrire entrambi, nonostante il sentimento si sia trasformato in quasi amore.

“Yo sin ti”: Eros Ramazzotti ha sempre cantato canzoni in lingua spagnola e questa ha una musica ed una melodia veramente belle e coinvolgenti.
In “Lei però” è raccontata l'indecisione per la scelta di una di due donne: una sarebbe scelta senza dubbio per le cose importanti della vita ma non sa spiegarsi il motivo per il quale nonostante ciò non riesce a dimenticare l'altra e questo crea confusione.

“L'uragano Meri” è il nome con il quale viene indicata una donna, che ha scombinato il mondo di un uomo che la vuole ricordare.
“Buona vita”racconta la storia di una persona che va via per trovare una vita migliore e per far vivere un'esistenza migliore anche a chi nascerà e, come saluto, viene augurata buona vita anche a sé e a tutte le persone che stanno sperando che sia così e a chi “sta guardando avanti”.
È sicuramente il più bell'augurio che si possa fare perché augurare buona vita significa sperare che quella persona sia felice, realizzi i suoi sogni, stia bene, abbia tutto quello che desidera in ogni giorno della sua esistenza.

È un cd che ha avuto un grandissimo successo di vendite ed è uno di quelli che non ci si stanca mai di ascoltare per i messaggi di ciascuna canzone, per la bellezza dei testi, della musica, della melodia. Bellissima anche la copertina.

Nella vita trovare quello che la rende migliore e poter vivere di esso è sicuramente la cosa più bella che possa accadere ed è importante interrogarsi su ciò che può rendere migliore la propria esistenza se molte cose non vanno come vorremmo e che può aiutarci a cambiarla e a farla diventare come la desideriamo in tutto.
Per ogni persona questo qualcosa è soggettivo: l'importante è trovarlo, fare il possibile affinché faccia parte di ogni giorno della nostra vita e diventare così le persone più felici del mondo.



lunedì 25 novembre 2019

116 femminicidi ogni anno in Italia


Per ogni periodo storico ci sono sempre nuovi fatti di cronaca che sembrano diventare una “moda” purtroppo negativa ed è un fenomeno che difficilmente va a scemare: un esempio di ciò sono i cosiddetti femminicidi, dei quali prima non si sentiva parlare così spesso.

Il termine femminicidio oggi è purtroppo quotidianamente utilizzato dai media per indicare l'uccisione di donne in ogni parte d'Italia (e del mondo) e di qualsiasi età per mano di mariti o fidanzati; i motivi di tali efferati gesti sono sempre gli stessi: la gelosia, la contrarietà da parte degli uomini di essere lasciati e penso soprattutto il vedere la donna come un oggetto.
 
 


Ovunque viene indicato un suggerimento alle donne vittime di qualsiasi tipo di violenza che può essere il segnale di un possibile pericolo di femminicidio: denunciate! Io penso che le denunce non servano a nulla se poi non sono seguite da esemplari misure di custodia cautelare in carcere perché per i femminicidi gli uomini colpevoli di tale reato o rimangono impuniti oppure sono condannati solo a pochi anni di prigione e se l'uccisione non avviene ma ci sono pesanti elementi che fanno presagire il futuro femminicidio, la pena è praticamente inesistente.

116 femminicidi ogni anno in Italia: un numero enorme che dovrebbe far riflettere chi ha il potere di fare le leggi e chi deve farle applicare. Se le pene per violenza o uccisione delle donne diventeranno pesantissime potrebbe essere l'unico deterrente per evitare quella che si può definire alla stregua di una mattanza.

Le diversità di qualsiasi tipo non sono mai accettate e chi è o si sente superiore all'altro cerca sempre di sopraffarlo, ma come sarebbe bello se si riuscisse a capire che due cose o persone diverse si completano e chi è più forte ed ha un posto migliore nel mondo usi queste cose per proteggere chi per natura in certe cose è più fragile ed ha trovato un posto nel mondo (che a volte non c'è) più difficile. E questo le persone care non dovrebbero mai dimenticarlo perché se una donna non è protetta, amata, rispettata e considerata da chi ha più vicino a sé è veramente una cosa gravissima che rende impossibile una serena e felice esistenza.

domenica 24 novembre 2019

San Giovanni Rotondo: un importantissimo centro spirituale conosciuto in Italia e nel mondo


San Giovanni Rotondo è uno dei più importanti centri spirituali italiani, che ogni anno accoglie tantissimi pellegrini che arrivano da ogni parte del mondo.

É un comune di circa 28.000 abitanti in provincia di Foggia, in Puglia, ed è famoso perché lì visse la maggior parte della propria vita Padre Pio da Pietrelcina, santificato da Giovanni Paolo II nel 2002.

Padre Pio vi giunse nel 1916 per poter realizzare il suo grande sogno: seguire Gesù, desiderio che aveva manifestato sin da bambino quando a soli nove anni voleva dormire per terra per rifiutare gli agi e vivere in povertà; la mamma chiese aiuto al parroco del suo paese per convincerlo che era ancora troppo piccolo per fare dei sacrifici del genere.

Nel 1916 c'era solo una piccola chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie che ben presto, per la fama di santità di Padre Pio che richiamava sempre più fedeli i quali accorrevano a Lui per confessarsi e ricevere grazie e guarigioni, si rivelò troppo piccola e così si avvertì la necessità di costruire una chiesa più grande: la nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie fu inaugurata il primo Luglio 1959. Qiuando Padre Pio la vide capì che anch'essa era troppo piccola e disse: “Ma cosa avete fatto? Avete costruito una scatola di fiammiferi?”. Maturò così nei frati il desiderio di costruire una chiesa ancora più grande, che fu progettata dall'architetto italiano che è noto in tutto il mondo per le proprie opere: Renzo Piano. Fu la prima chiesa che progettò e venne inaugurata nel 2004. Fu realizzata interamente con le offerte dei fedeli. Tre elementi caratteristici di questo Santuario sono l'altare, la croce senza Cristo crocifisso e l'ambone: all'interno si trovano molti archi che confluiscono tutti verso la parte centrale, la pietra angolare e sono formati da blocchi compressi tutti diversi tra di loro; rappresentano i cristiani che pur essendo ciascuno diverso dall'altro, insieme formano l'assemblea cristiana (“siamo come pietre vive accostate l'un l'altra verso la pietra angolare che è Cristo”, scrisse San Pietro, frase che in questa Chiesa trova la rappresentazione architettonica perfetta); la croce senza Cristo è dovuta al fatto che la Chiesa è un inno alla risurrezione; l'ambone rappresenta la morte infatti c'è Cristo appena depositato dalla croce con le ossa slogate da una parte c'è Maria Maddalena che gli accosta il viso e dall'altra Nicodemo che gli sorregge i piedi, poi c'è uno spazio vuoto che rappresenta i tre giorni e quindi il passaggio dalla morte alla risurrezione ed infine Maria Maddalena con gli angeli che le annunciano la risurrezione di Cristo e Maria Maddalena alla quale appare Gesù risorto.
 



 
 



Nella nuova chiesa di Santa Maria delle grazie vi è la cella nella quale Padre Pio si ritirava per pregare, studiare le Sacre Scritture e scrivere. In essa nel 1918 ricevette la transverberazione, fenomeno mistico in cui vide un personaggio celeste che gli scagliò un arnese e che gli trafisse il cuore facendogli mancare le forze. Dal 2008 il corpo di San Pio da Pietrelcina è esposto in questa chiesa e tutti i fedeli possono vederlo, oltre alle molte reliquie di oggetti di uso quotidiano del Santo come il saio francescano, i sandali, le foto dei suoi genitori, il rosario...

Padre Pio inoltre volle far costruire in questo paese la casa sollievo della sofferenza, un ospedale per curare le persone anche dal punto di vista sanitario oltre che spirituale, inaugurato il 5 maggio 1956 dove Padre Pio voleva che ancor prima delle medicine fosse dato amore ai pazienti perché l'amore, la gentilezza e la bontà verso gli altri sono la cura migliore. Inoltre a San Giovanni Rotondo sono presenti un'azienda, voluta da Padre Pio, dalla quale l'ospedale riceve la carne, il latte e i derivati del latte perché la corretta e buona alimentazione sono importantissime per la salute e i prodotti biologici sono i migliori.
 
 



Chi ha avuto la fortuna di visitare San Giovanni Rotondo riferisce di una grande pace che circonda il luogo in cui visse e fece miracoli San Pio da Pietrelcina e quella pace la si sente anche nel cuore e nella mente. Io ho ricevuto in regalo un rosario proveniente da San Giovanni Rotondo regalatomi da mio fratello e mia cognata che come prima tappa del loro viaggio di nozze hanno scelto questo luogo santo con l'immagine di San Pio che sorride ed una sua frase che dice: “Facciamoci Santi, così dopo essere stati insieme sulla terra staremo sempre insieme in Paradiso”.

Credo che tutti i Santi, che sono uomini e donne come noi, ma che si lasciano guidare dallo Spirito Santo e si convertono ogni giorno per seguire Gesù, il suo amore, la sua giustizia, la sua pace siano gli esempi più importanti per chi vuole ottenere la vita e la felicità eterne perché ci dimostrano che anche nella fragilissima condizione umana di peccatori a causa del peccato originale ereditato da Adamo ed Eva, anche noi possiamo convertirci ogni giorno e seguire Gesù, sperando di conquistare il Paradiso grazie alla sua misericordia e ai nostri atti di uomini e donne di buona volontà che cercano il suo Regno con la fede, la speranza e soprattutto la carità, l'amore verso Dio e il prossimo.

I luoghi intrisi di spiritualità come San Giovanni Rotondo insegnano che il Paradiso comincia già sulla terra e se viviamo il più possibile seguendo le Parole di Dio e gli insegnamenti di Gesù questa vita, anche se piena di tristezze, problemi e difficoltà da affrontare, guardando a quello che ci aspetta se saremo coerenti alla nostra fede saremo comunque pieni di amore, pace, gioia e felicità anche in questa vita terrena. Così vivono gli uomini e le donne che scelgono una vita migliore, piena d'amore, serena e felice anche in mezzo alle tristezze e ai problemi e la cui anima va in Paradiso, già “pregustato” con il loro atteggiamento sulla terra.
 
 

sabato 23 novembre 2019

La storia dei primi giornali cartacei e online


Sicuramente leggere il giornale quotidianamente è un'ottima abitudine mattutina per informarsi su tutti i fatti accaduti e le notizie più importanti: già alle scuole medie la professoressa ci invitava ad acquistare in edicola un quotidiano, del quale ci venivano insegnati i nomi delle cose che lo costituivano: il titolo, il sottotitolo, l'occhiello, le marchette... e poi ce lo faceva leggere in classe, commentando quello di cui parlava l'articolo preso in considerazione. Sembrava un gioco ed invece era una seria abitudine insegnata per la vita e solo la scuola e quell'età fanno vivere le cose in quel modo, che mai si dovrebbe dimenticare. È un'abitudine che ho conservato, ma leggendo le notizie dal televideo rai e da quello mediaset, da qualche giornale online e a volte dal giornale cartaceo.
 


In Europa il primo giornale stampato uscì a Strasburgo, in lingua tedesca, nel 1609 e si intitolava “Resoconto di tutte le notizie importanti e memorabili” ed era diverso dagli altri giornali di informazione perché usciva ad intervalli regolari una o due volte alla settimana.

Il primo quotidiano fu la Einkommende Zeitungen il cui sottotitolo era: “Resoconto degli affari di guerra e del mondo”. Era il 1660. Il primo giornale con l'impaginazione a colonne come quelli che ci sono oggi fu l'Oxford Gazette nel 1665. Il primo giornale con avvisi pubblicitari fu la Gazette di Parigi fondata nel 1631. Il giornale più antico che esiste ancora è la Gazzetta di Mantova, fondata nel 1664.

Sono passati secoli ed oggi esistono i giornali online, che in Italia si sono avuti ad opera dell'”Unione Sarda” nel 1994 e dell'”Unità” nel 1995, di quelli che ancora si possono trovare in edicola oppure di quelli che hanno solo la versione digitale e che come tutti gli altri sono registrati presso il tribunale. Sono molto comodi perché si possono leggere al mattino senza dover uscire di casa per acquistarli ed inoltre durante la giornata sono continuamente aggiornati, a differenza di quelli della carta stampata.

Leggere il giornale è istruttivo, fa migliorare il proprio linguaggio, tiene informati dei fatti accaduti ed è una buona abitudine che si dovrebbe mantenere per tutta la vita, come tutte quelle azioni che si compiono ogni giorno ma delle quali non ci si stanca mai perché rendono migliori e fanno vivere una quotidianità più bella.

venerdì 22 novembre 2019

Londra: una delle più belle città europee


Londra è una delle più importanti città europee, ricca di storia, monumenti, residenza di una delle monarchie più famose e seguite del mondo e inoltre è la capitale dello stato nel quale si parla la lingua più parlata del mondo e che da anni è la lingua con la quale si può comunicare ovunque.

Molte sono le bellezze architettoniche che si possono ammirare a Londra: il Palazzo di Westminster, dove le due camere del Parlamento inglese (la camera dei Lord e la camera dei Comuni) tengono le loro sedute. Fu utilizzato come residenza reale e conta più di 1.000 stanze.

Annesso a Westminster vi è il Big Ben, chiamato dal 2012 “Elizabeth Tower” in onore della Regina Elisabetta con il suo rinomato orologio, le cui campane suonarono per la prima volta il 31 maggio 1859.

L'Abbazia di Westminster è la sede delle incoronazioni e della sepoltura dei monarchi britannici. In essa ha avuto luogo il funerale dell'amatissima Principessa di Galles Lady Diana Spencer nel 1997.

All'interno ci sono tombe e commemorazioni di alcuni letterati inglesi che hanno fatto la storia della letteratura mondiale: Shakespeare, Dickens, Kliping...
 
 


Buckingham Palace è la residenza londinese della famiglia reale: 600 stanze e 16 ettari di parco. Dal balcone centrale della facciata, i monarchi si affacciano in occasione di particolari eventi. Dal 1993 il Palazzo è aperto al pubblico ed ovviamente durante il periodo dell'apertura, la famiglia reale è assente. Kensington Palace è una residenza di lavoro per la famiglia reale infatti ospita uffici e dependances private di alcuni membri della famiglia reale. In esso sono anche conservate le collezioni di abiti da cerimonia e gli abiti della Principessa Diana.

Tower Bridge e Tower of London. Il ponte può aprirsi per permettere il passaggio delle navi molto grandi. Al suo interno vi è un museo, il Tower Bridge Museum che ne racconta la storia.

Vi è poi la Tower of London che originariamente doveva controllare il traffico fluviale sul Tamigi, ma in seguito ha ricoperto altre funzioni come ad esempio quello di essere luogo di prigione e di esecuzione dei nemici della Corona. Oggi è uno dei luoghi più visitati di Londra.

Tutti questi monumenti di grandissimo interesse turistico, che attraggono milioni di visitatori da tutte le parti del mondo, sono veramente bellissimi ed anche solo delle foto rendono pienamente merito al loro valore architettonico e culturale.

Ci sono città delle quali si conoscono i luoghi più importanti perché si vedono molto spesso in televisione e se si ha la fortuna di vederli personalmente è quasi come se ci si fosse già stati perché sono molto familiari ai nostri occhi.
 




giovedì 21 novembre 2019

Berthe Morisot: la pittrice senza professione


Nel tempo libero di cui si dispone, è molto bello dedicarsi a tutto ciò che piace: è come un meritato premio dopo le fatiche dello studio, del lavoro o di qualsiasi altra attività che si svolge ed alla quale si dedicano tempo ed energie. Sicuramente nelle ore di svago è molto piacevole dedicarsi ad uscire, riposare, fare sport, coltivare hobby ed avere interessi culturali: la musica, il cinema, l'arte. Sono tutte cose che lasciano sempre qualcosa di positivo.

Per quanto concerne l'arte della pittura, una pittrice della quale ho sentito parlare recentemente e che non conoscevo è Berthe Morisot (1841-1895) nata in una famiglia borghese benestante ed una delle più importanti rappresentanti dell'Impressionismo.
 

 

I soggetti principali dei suoi quadri sono scene di vita quotidiana e ritratti di donne.

Ha dedicato tutta la vita alla pittura sin da giovanissima studiando arte privatamente perché non fu accettata in quanto donna. Ebbe il coraggio di essere l'unica donna a partecipare a tutte le mostre impressioniste, realizzò moltissimi quadri e sul suo certificato di morte le fu fatto il torto di non ottenere il riconoscimento della sua professione perché a questa voce era scritto: senza professione. Nel primo anniversario della sua scomparsa la galleria Durand-Ruel organizzò una retrospettiva con 394 tele, disegni e acquerelli.

Fortunatamente il suo talento fu riconosciuto ed anche il fatto che avesse una professione e cioè quella di pittrice, dando così onore al merito frutto di talento innato, studio, applicazione, fantasia, capacità di adattamento. Le sue opere hanno un elevato valore e le si possono ammirare nei musei più conosciuti. Tra le sue opere più famose: La culla, Ragazza nel parco, Ragazza al ballo, Inverno, Ritratto di donna, La madre e la sorella dell'artista, Biancheria al sole, La lettura (Edma Morisot), Caccia alle farfalle, Nel campo di grano.

Credo che quando ci si dedica a qualcosa con passione, impegno, provando a seguire i canali che potrebbero consentire di ottenere successo, anche se questo non avviene in vita, si creano molte opere, se oggettivamente c'è un valore in quello a cui ci si dedica e che si crea, si raggiungono intuizioni su cose che magari solo in seguito saranno concretizzate, si dovrebbe sempre riconoscere quello che una persona fa ogni giorno perché non penso che per venire riconosciuta una professione, un merito, si debba per forza seguire un unico metro di valutazione che a volte può essere un titolo accademico (Leonardo da Vinci non seguì studi regolari, non era laureato ma è considerato uno dei più grandi geni dell'umanità; Anna Frank era poco più che una bambina quando scriveva le pagine del suo diario, ma era già una scrittrice perché era un talento innato il suo quello per la scrittura), delle vendite dell'opera sia essa artistica, letteraria, musicale o altre cose paragonabili a queste (Van Gogh vendette solo un quadro in vita, ma le sue opere sono tra le più importanti, conosciute e valorose al mondo).

Anche se non tutti possiamo essere geni o talenti da raggiungere il livello dei grandi, il fare del proprio meglio in qualcosa che sia ama e il dedicarvisi con costanza è qualcosa che da molta felicità e soddisfazione ed anche se non dovessero essere le persone imputate a riconoscere il ruolo che abbiamo ricoperto nel mondo, ci sarà sempre qualcuno che potrebbe farlo e nel caso in cui questo non succedesse, siamo stati quello per cui abbiamo nutrito passione, quello per cui abbiamo messo il meglio di noi stessi, quello a cui abbiamo pensato ogni giorno della nostra vita ad esempio come diceva Woopy Goldberg nel film Sister Act II in questo aneddoto: “Un giorno un tizio gli scrisse (ad un poeta) e gli chiese 'cosa diavolo devo fare per diventare uno scrittore?'. E lui gli rispose: 'non chiedere a me cosa devi fare per diventare uno scrittore, se alla mattina quando ti alzi non pensi ad altro che allo scrivere allora sei uno scrittore'.

Parole sagge e vere che non si possono contraddire, indipendentemente dai risultati che si riescono a raggiungere anche perché tutti gli scrittori scrivono per passione all'inizio e per sempre, a prescindere che abbiano un successo immenso, più modesto o non lo raggiungano affatto perché per tutte le cose che si fanno ci vuole amore ed è questo che spinge a continuare a svolgere quell'attività.