mercoledì 20 novembre 2019

Perché una mela al giorno toglie il medico di torno


Ci sono detti dei quali tutti siamo a conoscenza da una vita, che magari seguiamo perché sono importanti per la salute ma non ne conosciamo nel dettaglio il motivo per il quale è giusto seguire quel suggerimento che a volte incontra il parere positivo degli scienziati, i quali studiano per rendere migliore la nostra vita.

Chi non ha mai sentito il detto “Una mela al giorno toglie il medico di torno”? Sicuramente nessuno, ma chi conosce i motivi per i quali questo semplice frutto fa cosi bene alla salute tanto da meritare di essere protagonista di uno dei detti più noti del mondo? Anche qui la risposta non dico che sia proprio nessuno, ma quasi.
 


Anche gli altri tipi di frutta, come tutti sappiamo, fanno bene ma nella mela sono contenuti tutti i benefici per la salute che si possono trovare singolarmente in ogni altro. Mangiando una mela è come se si mangiassero tutti gli altri insieme, con le loro positive caratteristiche per la salute.

La mela è poco calorica (a differenza della maggior parte della frutta), previene i tumori, le malattie cardiache, aggiusta i valori di colesterolo, protegge dalle malattie cerebrali, previene la carie e fa bene ai polmoni:
grazie all'acido malico e citrico aiuta a digerire;

l'acido ossalico sbianca i denti;

è ricchissima di sali minerali che sono importanti per unghie e capelli;

la vitamina B1 combatte inappetenza e stanchezza;

la vitamina B2 protegge le mucose della bocca e dell'intestino e facilita la digestione;

la pectina, una fibra solubile, di cui sono ricche le mele aiuta a controllare i livelli di colesterolo, quelli della glicemia, regolarizza la funzionalità intestinale. Ha un effetto protettivo sullo sviluppo del cancro al colon;
la buccia delle mele ha proprietà antitumorali, infatti riduce il rischio di sviluppo per alcuni tipi di tumore come quello al fegato, al colon o al seno;

aiuta a depurare l'organismo;

consumata cotta è un rimedio naturale contro la stipsi, mentre cruda è astringente.

Si può sceglierla fra molti colori e gusti: rossa, verde, gialla. Nonostante il gusto sia molto diverso, le proprietà rimangono invariate. Sembra strano che solo un frutto possa contenere tutte le sostanze benefiche per la salute di tutto l'organismo ma è così. È un frutto che non dovrebbe mai mancare nella nostra dieta quotidiana e per questo è stato diffuso il detto che suggerisce di consumarne una al giorno per stare bene.

Sembra impossibile, ma a volte le cose più semplici apportano alla vita un beneficio dal valore inestimabile e sono cose che magari costano poco o nulla. Ad esempio non serve molto per essere felici e di questo sono più consci le persone che non hanno grandi mezzi finanziari e trovano il meglio di tutto nel poco e con il poco.

martedì 19 novembre 2019

Recensione del film Il piccolo Lord


Ci sono film che diventano dei classici perché protagonisti principali sono temi universali e che non cambiano mai: l'amore, la bontà, l'altruismo, il senso della vita, il rispetto, l'amore per le piccole cose, l'importanza dei sentimenti, la gioia e la felicità che nascono da piccole cose, le differenze sociali che a volte creano pregiudizi in chi ha poco o nulla economicamente e sono visti da chi ha una posizione sociale ed economica elevata come il nulla anche se magari hanno sani principi, sani valori e la necessità a volte di cambiare. Tutto questo è protagonista nel film il Piccolo Lord del 1980 tratto dall'omonimo romanzo per ragazzi (ma che fa tanto bene, sia il film sia il libro, anche e sopratutto agli adulti) di Frances Hodgson Burnett.

 
 
 
Cedric Errol è un bambino di sette anni che vive negli Stati Uniti con la madre ed è orfano di padre. Quando il fratello minore del padre muore, lui diventa l'unico erede di tutti i beni della famiglia ed ottiene il titolo di Lord Fauntleroy, dovendo un giorno sostituire il nonno, un ricco nobile inglese che non conosce perché non approvava il fatto che suo padre avesse sposato una donna americana e non nobile.

Il nonno, interessato ad allevare nel modo che riteneva più consono il nipote in vista dell'importante ruolo che avrebbe dovuto ricoprire quando lui fosse morto, invia un suo dipendente nella casa della nuora per ottenere il suo consenso a far trasferire il piccolo in Inghilterra per abitare con il nonno per avere un futuro migliore a condizione che lei abitasse in una casa messa a sua disposizione, accettasse dei soldi per vivere e non avesse nessun rapporto con il suocero. La donna, per il bene del figlio, accetta ma a sua volta detta due condizioni che dovevano essere assolutamente concesse per far andare a buon fine l'accordo: non avrebbe accettato i soldi per vivere perchè preferiva lavorare per mantenersi e non voleva assolutamente che il piccolo sapesse dell'ostilità del nonno nei suoi confronti perché lei non gliene aveva mai parlato e questa cosa colpì così tanto il conte che non riusciva a credere che la nuora avesse fatto un gesto così.

Cedric, la mamma ed una donna che dava loro una mano ritenuta una persona di famiglia si trasferiscono in Inghilterra. Il nonno è un uomo duro. Cedric è un bambino molto sveglio, intelligente, allegro, gentile, altruista, buono. Sicuramente non aveva preso dal nonno, ma a poco a poco con il suo modo di fare fece breccia anche nel suo cuore indurito forse anche dalle tante avversità della vita, in modo particolare quelle provocate per i dispiaceri, per le condotte e scelte di vita che non approvava dei suoi figli.

La madre di Cedric un giornò scoprì le disagiate condizioni di vita di alcune persone che vivevano in casette fatiscenti, che non avevano neanche da mangiare e in pessime condizioni di vita. Trovò lavoro e diede loro tutto l'aiuto che le era possibile offrire a quelle sfortunate persone.

Intanto Cedric, come faceva anche in America, era gentile con tutti e continuava a coltivare la sua amicizia con il droghiere ed un lustrascarpe tramite delle epistole con le quali li informava delle vicende che lo riguardavano: ai due, prima di partire aveva fatto dei costosi regali con i soldi che il nonno aveva inviato e che erano destinati alle esigenze sue e della mamma.

Grazie a lui, il fattore che si era ammalato poté continuare a lavorare nella fattoria del nonno nonostante non avesse pagato l'affitto, vide le difficili condizioni di vita delle persone che lavoravano per suo nonno, che con i propri occhi si accorse della situazione e fu allora che il conte capì quanto fosse indurito il proprio cuore e gli disse di essere migliore di come era stato lui.

In poco tempo il bambino conquistò il suo cuore, si accorse che il piccolo Lord lo amava teneramente mentre la gente lo odiava e gli aveva ridato la voglia di vivere che ormai aveva perduto e che pensava fosse impossibile potesse ritornare.

Proprio quando si era affezionato molto al nipote ed era orgoglioso del fatto che un giorno sarebbe stato lui a prendere il suo posto e a dare nuovo lustro alla famiglia, fu informato che un altro figlio aveva sposato una donna dai facili costumi ed aveva avuto un bambino che adesso aveva otto anni e che quindi era lui l'erede legittimo e non Cedric. Di questo il conte fu dispiaciutissimo e diede l'incarico di fare le dovute indagini e fare il possibile per smentire quella donna. Era tutto regolare.

Il conte era così cambiato che decise di dare una festa ed invitare la sorella, con la quale non parlava da 20 anni ed era passato così tanto tempo che non rammentava neanche il motivo per il quale avevano litigato. Conoscendo Cedric la donna, riconobbe il merito che la mamma aveva avuto nel crescere un bambino così speciale. Lui era d'accordo.

Intanto Cedric continuava ad informare i suoi amici in America di tutto quello che gli accadeva; raccontò loro anche del fatto di quel bambino che era lui l'erede e che per questo non era più un nobile. Nonostante ciò non era dispiaciuto perchè lui era felice lo stesso, come lo era in America quando non aveva assolutamente nulla ed era abituato a giocare a calcio con un barattolo (cosa che insegnò in seguito a fare anche al nonno).

Il lustrascarpe, vedendo la foto della donna che rivendicava il titolo nobiliare e l'eredità per il bambino avuto con il figlio del conte, si accorse che era la moglie del fratello. I due fecero giungere la notizia al conte e furono invitati nel suo palazzo insieme al fratello del lustrascarpe ed ovviamente alla donna al cui figlio non spettava nulla perchè quando si sposò con il figlio del conte era già sposata con un altro uomo, rendendo illegittimo il matrimonio e la prole.

Alla festa che seguì per questa notizia che faceva ritornare il piccolo Lord l'erede legittimo, il conte decise di invitare anche la nuora: la bontà con la quale aveva nascosto al figlio l'odio che il nonno nutriva per lei per non rovinare possibili futuri rapporti con lui, il fatto che gli parlò e lo salutò anche se lui non le rivolgeva la parola, l'aver cresciuto un bambino così speciale con tutte le doti positive e i sani valori che ogni persona dovrebbe avere per dare il giusto senso alla vita, gli avevano fatto capire che aveva sbagliato con lei con i pregiudizi che aveva per la sua condizione economica e sociale ed aveva scoperto che era una bravissima persona.

Questa scelta del nonno di invitare la sua mamma ovviamente rese felice il piccolo Lord, artefice del cambiamento di cuore, di scelte e di opinioni del nonno.

I bambini sono veramente capaci di far cambiare in positivo le persone, loro ci provano a tirare sempre fuori il meglio con il loro modo di fare ma poi sta agli adulti, grazie a loro, a mettere prima il cuore davanti a tutto.

Credo che i bambini siano molto più vicini degli adulti alle cose vere, alle cose che danno un senso alla vita e che donano felicità: l'amore sincero, l'entusiasmo per tutto, la curiosità, la gioia che nasce dal nulla, la voglia di vivere attimo per attimo, la voglia di imparare, di scegliere, di impegnarsi, di giocare, di ridere, di condividere, di dare, di fidarsi ed affidarsi.

Loro non conoscono il male, l'odio, il rancore, l'egoismo, la tristezza, il differenziare le persone per la loro condizione economica o sociale, tutte cose che deturpano il mondo e le persone.
 



 
 
 
 
 


lunedì 18 novembre 2019

I 10 album più venduti di tutti i tempi


Insieme a libri e film, gli album musicali sono certamente un interesse culturale molto gradevole da coltivare: quando se ne ascolta uno nuovo, è sempre bello scoprirne le canzoni, le frasi che colpiscono di più e che molto spesso si amano per sempre e le riascoltiamo nel tempo con molto piacere per trascorrere dei bei momenti liberi da tutto il resto.

Come tutte le cose, anche i cd, possono riscuotere maggiore o minore successo e l'indice di valutazione è rappresentato dalle vendite registratesi a volte solo nello Stato d'origine ed altre in tutto il mondo. È proprio da quest'ultimo caso che provengono i 10 album più venduti di tutti i tempi:



  1. Thriller di Michael Jackson con 66 milioni di copie;
  2. Back in black AC/DC con 52 milioni di copie;
  3. The dark side of the moon dei Pink Floyd con 50 milioni di copie;
  4. Bat out of hell di Meat Loaf con 43 milioni di copie;
  5. Millennium dei Backstreet Boys con 40 milioni di copie;
  6. Bad di Michael Jackson con 40 milioni di copie;
  7. Come on over di Shania Twain con 39 milioni di copie;
  8. Led Zeppelin IV dei Led Zeppelin con 37 milioni di copie;
  9. Appetite for Destruction dei Guns N'Roses con 36 milioni di copie;
  10. Daydream di Mariah Carey con 35 milioni di copie.

L'elenco non comprende le compilation e le colonne sonore di film.

I successi mondiali sono sempre decretati dal valore dell'opera perché, se così non fosse, non si registrerebbero in quanto i fruitori delle opere culturali sono persone molto attente che le valutano sempre con il cuore e con la mente e si lasciano conquistare solo da quello che lascia qualcosa anche e soprattutto a livello emozionale e dei significati.

sabato 16 novembre 2019

Il libro più caro al mondo, quello più pagato e il romanzo più venduto


I libri sono molto preziosi perché contengono sempre cose importanti dalle quali si può imparare, sulle quali si può riflettere, ci si può immedesimare, si possono trovare risposte e proprio per questi motivi hanno sempre riscosso un grande successo e sicuramente esisteranno per sempre, per la gioia di tutte le persone che amano leggere e questo meraviglioso oggetto.

Il libro più caro del mondo costa centocinquantatré milioni di euro, è costituito solo da tredici pagine e si intitola “Il canto delle sirene”. L'autore è Tomas Alexander Hartmann il quale giustifica il prezzo così esoso della sua opera dicendo che risponde alle tre domande più importanti di tutta l'umanità che sono: da dove veniamo? Dove andiamo? Qual è il nostro scopo? Il tutto in meno di trecento frasi.

Il libro si presenta in maniera molto semplice tranne che per la copertina che è in oro massiccio.
 

Seneca affermava che la cosa più importante della vita è quella di interessarsi su quale fine farà la nostra anima, ancor di più dell'imparare molte cose, studiando magari tutta la vita. Questo libro, se riesce a rispondere veramente a queste tre grandissime domande, che sicuramente tutti ci poniamo nella vita, ha un valore ben maggiore di quello stabilito perchè a mio avviso ha un valore inestimabile ed infinito.

Il libro più pagato al mondo è la rara prima edizione del libro illustrato “The Birds of America” di John James Audubon (1785-1851) il quale ha realizzato 435 illustrazioni di volatili americani che fanno della sua opera un'opera unica.

Nel dicembre 2010, a Londra, una copia di quel libro è stata venduta 7,3 milioni di sterline.

Il romanzo più venduto di sempre secondo Forbes è “Racconto di due città” di Charles Dickens con oltre 200 milioni di copie vendute.


Qualsiasi libro è prezioso: il suo valore non è determinato dal costo ma da ciò che contiene e non c'è nessun libro che non contenga insegnamenti, riflessioni, modi di vivere, pensieri, emozioni e sono tutte queste cose a conferirgli un valore morale comunque inestimabile che ha i suoi effetti positivi sulla vita. Leggere è molto importante ed è bello amare i libri.

sabato 21 settembre 2019

Recensione del libro “L'apprendista geniale” di Anna Dalton


Scrivere la recensione del libro L'apprendista geniale è molto piacevole perché parla di sogni, dell'importanza che hanno nella vita e del modo giusto di agire per poterli realizzare. Il testo, diviso in due parti, racconta la storia di Andrea Doyle e del suo primo anno di Università al Longjoy College di Venezia, una delle più importanti e prestigiose scuole di giornalismo al mondo.
 
Avere obiettivi e sogni è importante per tutta la vita e, in particolare, negli anni della formazione per diventare chi si vuole essere. Andrea aveva capito sin da bambina che voleva fare la giornalista come la madre, che le aveva consigliato di studiare e soprattutto esercitarsi sempre a scrivere. Su un pezzo di carta scrisse tre parole. Scrivi. Scrivi. Scrivi. Andrea portò sempre con sé quel promemoria per non dimenticare mai il consiglio della mamma che morì quando lei era piccola. Arrivato il tempo di frequentare l'Università, la ragazza era preoccupata non solo per l'impegno richiesto per poter riuscire a studiare ma anche per il fatto che alle superiori non aveva avuto una vita sociale a causa del trauma della morte della madre, per la sua timidezza e per il tempo che dedicava al giornale che aveva creato: il Doyle News.
 
Varcato il cancello del college, capì che qualcosa in lei doveva cambiare: continuare ad impegnarsi sempre per dare il massimo nello studio ma riuscire anche a socializzare, a farsi degli amici, a vivere delle esperienze di vita (a volte rischiose) da portare per sempre nel cuore. Come accade per tutti i cambiamenti, all'inizio non fu facile.
Doveva trovare la forza e il coraggio dentro di sé, fingendo all'inizio di essere tranquilla, sicura. Pensava sempre a quanto fosse importante per lei scrivere, che era diventata la soluzione a tutti i suoi problemi e sentiva che era l'unica cosa che sapeva fare veramente nella vita. Voleva imparare in fretta e riuscire a realizzare il suo sogno, anche se sapeva che le sarebbe costato tanta fatica.

 

 
 
Andrea si sentiva in colpa per aver lasciato solo il padre e per il dover trascurare il suo piccolo giornale e i suoi affezionati lettori ma non aveva scelta: la realizzazione di un sogno porta con sé delle rinunce che molto spesso sono dolorose.
Cominciò la vita universitaria fatta di lezioni, appunti, libri da studiare. Questa volta però, superò la paura di non essere mai all'altezza, la paura di non piacere agli altri e la sua indole timida, insicura e solitaria e riesce a conquistare tre amici.
Marilyn, che veste sempre di nero. Andre che la segue ovunque. E il ragazzo che si fa chiamare Joker, di cui si innamora. Ora la vita non era più fatta solo di studio e lavoro ma anche di momenti di svago, di confidenze, di esperienze a volte rischiose. C'era anche la ragazza chiamata Barbie, che considerava tutti inferiori e trattava male Andrea e i suoi amici.
A volte c'erano anche momenti di sconforto, di paure per esperienze del passato e per il futuro ma gli amici servono anche a questo: ad esserci sempre, anche e soprattutto nei momenti difficili.
Di sofferenza Andrea ne aveva avuta già abbastanza dalla vita e per questo cercava sempre di fare in modo che le sue scelte portassero gioia nella vita che voleva costruire con impegno, determinazione, coraggio. Dopo aver superato l'ultimo esame, che l'aveva messa un po' in difficoltà per via del fatto che dovette parlare di sé e non degli altri com'era solita fare, terminò il primo anno di Università.
 
Il libro si conclude con un bellissimo articolo di Andrea per il suo giornale. Innamorata delle parole, riesce ad esprimere molto bene come si deve reagire al dolore ed alle cose brutte che possono accadere nella vita.
La resilienza è “quell'ineffabile qualità che permette a certe persone provate dalla vita di tornare più forti di prima”, “è la nostra unica arma”. “Essere resilienti non significa solo sopportare. Vuol dire trasformare un dolore in una crescita. E il brutto in bello. Anche se sembra un azzardo pensarlo. Ma è solo attraverso gli azzardi che si raggiungono le stelle”.
Riuscire a trasformare sempre le cose negative in positive e le cose brutte in cose belle non è facile, ma non è neanche impossibile. Mai. È l'unico modo per essere migliori, per costruire e vivere una vita più bella, piena di significato, di sogni realizzati, di cose che fanno gioire ancor di più perché si è conosciuto il pianto, di cose che riempiono la vita che prima si sentiva vuota, di cose che danno significato anche ad una vita che sembrava non averne.

lunedì 24 giugno 2019

Fabrizio Frizzi: talento e qualità umane poco comuni che hanno conquistato l'Italia


Ci sono persone che, anche se non le si incontra mai e si seguono solamente attraverso i media perché sono degli artisti, riescono ad entrare nella vita e nel cuore di milioni di persone. Non tutti, solo pochi, conquistano sia con la loro arte ma anche con il loro modo di essere, come persone, per le caratteristiche umane poco comuni che colpiscono moltissimo.

Sicuramente uno degli esempi di tutto ciò è stato Fabrizio Frizzi, prematuramente scomparso il 26 marzo 2018 a soli 60 anni.



Figlio di Fulvio, un noto distributore cinematografico, dopo il diploma al liceo classico si iscrisse a Giurisprudenza ma lasciò gli studi poco dopo. Cominciò così la sua carriera nelle radio e televisioni private. In seguito su Rai 2, nel 1980, fu prima inviato e poi conduttore della trasmissione “Il barattolo”. Il primo programma che condusse in prima serata fu il varietà “Europa”, andato in onda su Rai 1 nel 1988. In tutta la sua quasi quarantennale carriera condusse 73 programmi diversi e tutti di successo.
 


Avevo pochi anni quando condusse, insieme a Milly Carlucci, “Scommettiamo che...?”, seguitissimo varietà del sabato sera nel quale i concorrenti si sottoponevano a prove di cultura e abilità: mi colpivano moltissimo quelle persone che avevano un'intelligenza superiore che consentiva loro ad esempio di fare astrusi calcoli matematici, di ricordare in quale pagina del dizionario fosse una parola...e quelle che avevano grandi abilità e forza fisica. Tantissime le edizioni di “Miss Italia” che condusse. “La Partita del cuore” la presentò per la prima volta nel 1992 e poi le maratone “Telethon”, trasmissioni a scopi benefici (beneficenza che lui stesso faceva in silenzio, anche quando nel 2000 donò il midollo ad una bambina alla quale salvò la vita e che volle conoscerlo). Condusse varie edizioni di “Per tutta la vita...?”, un programma nel quale due coppie di promessi sposi si sfidavano in vari giochi per vincere una vacanza ai Caraibi e un pranzo di nozze per 200 persone.



Nel 1999 fu trasmessa la fiction “Non lasciamoci più” con Deborah Caprioglio dove Frizzi interpretava un avvocato. Visto il grande successo, nel 2001, venne trasmessa la seconda edizione.

Alla fine del 2002 abbandonò la Rai e dopo una brevissima parentesi a Mediaset, condusse il programma mattutino di Rai 3 “Cominciamo bene”, insieme ad Elsa Di Gati.

Tornato su Rai 1 ebbe grande successo il gioco a premi “Soliti ignoti – Identità nascoste”. Nel 2009 tornò a condurre “Tutti a scuola”, programma trasmesso dal Quirinale in diretta su Rai 1 per l'augurio di buon inizio dell'anno scolastico da parte del Presidente della Repubblica a tutti gli studenti.

Nel 2013 partecipò come concorrente alla terza edizione del programma “Tale e quale show” condotta da Carlo Conti, arrivando al quarto posto nella classifica finale. Nel 2014 iniziò a condurre il quiz-show “L'eredità” condotto fino ad allora da Carlo Conti e, visto il grande successo di entrambi, si sarebbero alternati alla conduzione del programma. Nel 2015 condusse insieme a Rita Dalla Chiesa “La posta del cuore”, programma trasmesso nel primo pomeriggio su Rai. Fece anche il doppiatore nei film d'animazione “Toy Story” e “Cars”.

Era sempre molto piacevole seguirlo in tv non solo per il talento ma anche per il modo gentile, dolce, educato, rispettoso, sensibile, sorridente con il quale si rivolgeva ai telespettatori, ai colleghi, alle persone comuni.

Nel 2008 fu nominato Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana e nel 2015 Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.



Per quanto riguarda la vita privata, Fabrizio Frizzi, seguiva il cuore e non gli importava nient'altro. Rita Dalla Chiesa aveva 10 anni più di lui e lei stessa per questo era contraria ad una storia d'amore ma Frizzi fece di tutto per conquistarla e, nel 1992, la sposò. La loro storia durò 16 anni e fu lui a crescere amorevolmente la figlia di Rita. Poi, nel 2002, conobbe Carlotta Mantovan mentre era alla conduzione del concorso di bellezza “Miss Italia” nella quale la diciannovenne, diventata giornalista di Sky Tg 24, arrivò in finale. Lei, più giovane di 25 anni, lo rese padre il 3 maggio 2013 della piccola Stella. Si sposarono il 4 ottobre 2014.



Il 23 ottobre 2017, mentre stava registrando una puntata de “L'eredità” viene colto da un malore: lieve ischemia cerebrale è il referto. Momentaneamente sostituito da Carlo Conti, torna alla conduzione del programma il 15 dicembre.

A causa di un'emorragia cerebrale muore il 26 marzo 2018: una notizia inaspettata che ha scosso tutto il mondo dello spettacolo e l'Italia intera. La camera ardente è stata allestita in Rai il 27 marzo 2018 e ricevette il tributo di oltre 10.000 persone. Il giorno successivo, in diretta su Rai 1, vengono trasmesse da Roma nella Chiesa degli Artisti le esequie che è stato molto triste e commovente seguire. C'è una frase dello scrittore Paulo Coelho molto significativa per la vita di ciascuno e che dice: “Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange”.

La persona che più soffrirà per la sua mancanza è la figlia, la piccola Stella, perché ricorderà poco di lui e non avrà la possibilità di essere cresciuta da chi voleva “esserle d'aiuto e essere per lei un punto di riferimento” ma il suo dolore potrà essere un po' lenito quando saprà dell'enorme affetto che tutti avevano per suo padre e sarà orgogliosa di essere sua figlia perché era una persona speciale.



Superando la sua evidente timidezza riusciva sempre a dare il massimo, a mettersi in gioco, ad essere un vero artista di talento. Umanamente le cose che colpivano tantissimo e che erano molto evidenti erano la gentilezza, il rispetto, la dolcezza, l'umiltà, la bontà, la sensibilità, l'educazione, l'eleganza, la simpatia sempre sincere che aveva con tutte le persone che incontrava, alle quali si rivolgeva e che ascoltava senza mai fare differenze tra persone famose, meno famose, sconosciute. Per lui le persone erano tutte importanti: da rispettare, da ascoltare, da mettere a loro agio sempre, da tenere sempre in considerazione come se ciascuna fosse la più importante del mondo, da non ferire mai. Si percepiva moltissimo tutto questo.



Di solito le persone speciali, che sono diverse nel modo di pensare e agire perché sempre mosse ed attaccate al bene vengono prese per false o stupide perché c'è più abitudine, vengono considerate cose normali e fanno notizia gli atteggiamenti di arroganza, del non rispetto per nessuno, di durezza, altezzosità, cattiveria, della mancanza di considerazione per gli altri, di insensibilità ma la cosa bella è che chi è veramente gentile, rispettoso, dolce, umile, buono, sensibile continua ad esserlo e non si lascia fermare da nulla perché non saprebbe essere chi non è, non saprebbe vivere in modo diverso, non saprebbe ferire le persone perché ferirebbe anche e soprattutto se stesso.

Fortunatamente però, ancora oggi e nonostante tutto, le persone buone lasciano il segno, colpiscono, conquistano ed è un immenso dispiacere quando vanno via da questo mondo perché con la loro presenza e il loro comportamento lo hanno reso migliore, sono stati portatori di luce, amore, e speranza che sia diverso: più umano, più giusto, più vivibile grazie alle persone che scelgono sempre e solo il bene.

Il bullismo: un fenomeno purtroppo molto diffuso


Ci sono dei fenomeni che registrano un numero elevato di casi dei quali i media parlano quasi quotidianamente: uno di questi è il bullismo. Oggi, ad esempio, il telegiornale ha riferito della notizia di un caso di bullismo al femminile: una ragazza di 18 anni, italiana ma di origini egiziane, è stata prima derisa, maltrattata e poi picchiata fino alla morte da un gruppo di sole ragazze. Sognava di diventare Ingegnere ed era stata ammessa al college: un sogno infranto ed una vita da vivere rubata da ragazze come lei ma senza cuore e senza rispetto per le altre persone.



Qualche mese fa, su internet un video postato sui social network di un bambino vittima di bullismo a scuola negli Stati Uniti è diventato virale infatti in poche ore ha ottenuto 16 milioni di visualizzazioni. Keaton Jones, questo il nome del bambino che vive nel Tennessee, piangendo espone tutto il proprio dolore per il fatto che a scuola lo deridono per il suo “naso brutto”.



Keaton è un bambino sfortunato rispetto agli altri perché a soli 11 anni ha già affrontato tanto dolore dovuto al fatto che ha avuto un tumore e un intervento chirurgico al naso per rimuoverlo, ha fatto sì che fosse diverso dagli altri. Nel video in lacrime dice: “Mi prendono in giro per il naso, dicono che sono brutto, che non ho amici e mi versano latte addosso, mi mettono il prosciutto nei vestiti, mi lanciano il pane...Perché trovano divertente prendere di mira una persona innocente e fare di tutto per essere cattivi?”



Ci si chiede quotidianamente perché sin da piccolissime le persone, con parole o gesti, fanno del male agli altri. A cosa serve? Cosa guadagnano? Perché le fa stare bene e non le fa sentire in colpa? Forse il male è insito nella natura umana per via del peccato originale ma penso che si debba cercare sempre di stare attaccati al bene, al non fare mai del male a nessuno in alcun modo, alla voglia di rispettare gli altri. Non è difficile.

Nel film d'animazione “Il gigante di ferro” i cui protagonisti sono un robot che era un'arma potenzialmente pericolosa ma dotato di un'anima e della capacità di provare sentimenti umani che lo facevano essere buono ed un bambino di 9 anni che divenne suo amico; quando stava per fare del male a causa della sua natura gli urlò: “Tu sei chi scegli e cerchi di essere”: è bello e giusto scegliere e cercare di essere sempre buoni e rispettosi.



Per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo fenomeno e sperare che le iniziative che si svolgono in quella giornata possano aiutare a debellare questo tristissimo fenomeno, è stata istituita la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo che ricorre il 7 febbraio. Anche il bullismo praticato attraverso internet è molto pericoloso e ha fatto stare malissimo tante persone, alcune delle quali hanno compiuto gesti estremi.



Penso che il fenomeno del bullismo si possa sconfiggere solo se chi lo pratica capisse che per un motivo o un altro siamo tutti diversi da un lato ma dall'altro siamo tutti simili perché esseri umani con cuore, mente e anima che devono spingere sempre a rispettare tutti, anche e soprattutto le persone più fragili e sensibili, a non fare mai del male a nessuno e in nessun modo, a vivere serenamente ed in pace con tutti, a non sentirsi mai migliori degli altri, a rispettare il dolore di chi ha sofferto o soffre e non ha bisogno che gli altri aggiungano altro dolore per stupidaggini.

Un libro sull'argomento: "Prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo" di Ersilia Menesini, Anna Nocentini, Benedetta E. Palladino